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Il rifugio Capanna Castiglioni

L’altitudine (1631 m) è di quelle intermedie dove un tempo si trasferivano le famiglie in estate con il bestiame, a metà strada tra le stalle di fondovalle e gli alpeggi in quota. Poi venne il tempo dell’energia idroelettrica che portò all’insediamento perenne della conca e infine arrivarono il turismo, che qui non riuscì a imporre quel modello di rapina del territorio già vissuto in molti luoghi simili, e il Parco Naturale di Veglia e Devero fondato nel 1996 per decretare la necessità di proteggere l’ambiente di queste valli.
Siamo nel profondo nord piemontese, imbocchiamo la val Formazza oltre Domodossola e proseguiamo fino al Comune di Baceno per svoltare a destra lungo la Val Devero fino alla frazione di Goglio. Una ventina di anni fa si lasciava la macchina qui e si continuava in funivia; ancora prima c’era soltanto la splendida mulattiera che anche oggi rappresenta un ottimo percorso escursionistico. Oggi la bastionata di rocce scavata dal torrente Devero si supera dall’interno, lungo le gallerie costruite per garantire l’accesso alle automobili, ma l’emozione di sbucare nell’ampio pianoro assolato dell’Alpe Devero si vive al ritmo lento del camminare perché nell’intera località è vietato l’accesso al traffico veicolare: le macchine rimangono appena sotto, nei parcheggi alla base del paese. Ci vogliono 10 minuti scarsi per raggiungere la Capanna Castiglioni al fondo della conca, un’ex caserma della Guardia di Finanza adattata in rifugio nel 1946 dai volontari della sezione Cai di Gallarate che ne acquisirono la proprietà solo nel 1971. Dal 1989 la gestione fu assunta da Tonino Galmarini e da sua moglie Isabella Benedet che nel 1995 la cedettero al figlio Michele con la moglie Barbara Bressanini, ligure, responsabile dell’ottima cucina e delle influenze genovesi nel menù. Insomma, per il rifugio Castiglioni si può proprio parlare di gestione famigliare.
«Abbiamo visto tanti cambiamenti in quasi 20 anni di conduzione ininterrotta della struttura – afferma Barbara – senza contare che Michele ci ha vissuto per ancora più tempo. All’inizio avevamo una clientela prevalentemente estiva composta da alpinisti e persone che arrivavano lungo i trekking della zona. Per alcuni anni, infatti, tra la chiusura della funivia e i ritardi nella costruzione della strada, l’unico modo per raggiungerci era a piedi da Goglio. Poi, chiaramente, la strada ha portato il turismo di massa e più lavoro d’inverno con l’apertura delle piste da sci. Negli ultimi tempi la crisi colpisce anche qui ma per fortuna rimangono gli stranieri che rappresentano circa il 50% della clientela e che, soprattutto, non si concentrano esclusivamente nei weekend. Noi, insieme ad altri operatori turistici del Devero, siamo sempre stati contrari all’apertura della strada. Certo, ci consente di lavorare di più, ma con meno qualità».
Bisogna quindi ringraziare la lungimiranza dei Galmarini per aver partecipato nella conservazione della conca del Devero in una stazione unica in tutto l’arco alpino. Probabilmente uno dei più interessanti esempi di equilibrio tra una fruizione di “massa” (checché ne dica Barbara) e la conservazione dell’ambiente.
Simone Bobbio


La scheda
Rifugio Capanna Castiglioni
Frazione Alpe Devero, comune di Baceno
Tipologia: rifugio
Altitudine: 1640 m
Pernottamento: in camerate da 4, 6 e 16 posti
Dotazioni: ristorante e bar
Attività proposte: escursionismo con accompagnatore naturalistico, mtb, sci alpino, sci nordico e ciaspole
Come arrivare: dall’uscita dell’autostrada A26 a Gravellona Toce, proseguire lungo la statale 36 del Sempione oltre Domodossola sino all’uscita di Crodo dove si segue per Baceno/Val Formazza. Nel centro di Baceno svoltare a destra per l’Alpe Devero che si raggiunge in 7 km di strada comunale. L’accesso al centro abitato è interdetto alle automobili che si lasciano nel parcheggio a pagamento.

L’itinerario
Dall’Alpe Devero all’Alpe di Valdeserta
L’itinerario conduce dall’Alpe Devero alla frazione di Crampiolo attraverso il percorso del Vallaro (fruibile sia in estate che in inverno), e prosegue con la mulattiera per il lago di Devero e il passo d’Arbola. A metà lago circa si incontra l’Alpe Codelago, piccolo spiazzo erboso a ridosso della riva, volgendo a sinistra per il bosco e su sentiero ben marcato si giunge al pascolo dell’Alpe Valdeserta. A destra si può proseguire verso il vallone che conduce alla morena del piccolo soprastante ghiacciaio, a sinistra, sotto i ripidi pendii del Crampiolo, si può preseguire per il passo di Crampiolo affacciandosi sulla svizzera valle di Binn.
Partenza e arrivo: Alpe Devero (1631 m)
Dislivello: 400 m.
Tempo: 1h 30 min
Difficoltà: E
Per maggiori informazioni si consiglia di rivolgersi al rifugio Castiglioni.

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