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Buone pratiche di accoglienza in Piemonte

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Ventidue buone pratiche
 di accoglienza di richiedenti protezione internazionale
 e rifugiati sul territorio piemontese, dai territori montani alla città: i casi, raccolti e descritti con condivise metodologie di ricerca e di mappatura, sono stati rilevati nel corso del 2016 dal Servizio Politiche Sociali e di Parità della Città metropolitana di Torino, da FIERI e dall’Associazione Dislivelli.

A partire dal 2016 si è sviluppato un percorso di collaborazione tra la Compagnia di San Paolo, la Città metropolitana di Torino, la Regione Piemonte, il Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’Immigrazione (FIERI) e l’Associazione Dislivelli intorno al tema delle migrazioni e dell’accoglienza sul territorio piemontese – con particolare riferimento alle aree rurali – per analizzare la situazione attuale, favorire il confronto e individuare delle risposte condivise. Lo scambio di esperienze e riflessioni ha portato all’individuazione di ventidue buone pratiche di accoglienza sul territorio piemontese, di seguito presentate (scarica il documento): i casi, raccolti e descritti con condivise metodologie di ricerca e di mappatura, sono stati rilevati nel corso del 2016 dal Servizio Politiche Sociali e di Parità della Città metropolitana di Torino, da FIERI e dall’Associazione Dislivelli.

Alla rilevazione sono seguiti la realizzazione di un focus group di approfondimento e l’organizzazione del convegno Il mondo in paese. Dall’accoglienza all’inclusione dei rifugiati nei comuni rurali del Piemonte, che si è svolto giovedì 11 maggio 2017 presso l’Auditorium Vivaldi della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino (il programma dell’evento è disponibile al link). L’incontro è stato occasione di riflessione e confronto sulle soluzioni da adottare per superare le difficoltà più ricorrenti nello sviluppo dei percorsi di accoglienza e inclusione nei Comuni rurali del Piemonte: al centro, le testimonianze e le esperienze di alcuni Enti e territori piemontesi e dei loro percorsi di accoglienza.

Buone pratiche di accoglienza sul territorio piemontese

Alcune delle buone pratiche rilevate nelle aree montane piemontesi sono inserite nella ricerca Montanari per forza. Quali opportunità per i migranti forzati nelle montagne italiane? Quali opportunità per le montagne italiane nell’accoglienza dei migranti forzati?, un lavoro promosso dalla Compagnia di San Paolo nell’ambito del Programma Torino e le Alpi e realizzato dall’Associazione Dislivelli per riflettere sul possibile ruolo dei Comuni montani nella gestione del fenomeno dell’accoglienza di richiedenti asilo, rifugiati e migranti sul territorio nazionale. Al centro di questo lavoro, un’analisi dei dati rilevati a livello nazionale che mette a confronto i numeri dell’accoglienza nelle aree montane e in quelle di pianura, e un approfondimento su 7 esempi di accoglienza e inclusione raccolti sulle montagne piemontesi, tra le Province di Biella, Cuneo, Torino e Verbano Cusio Ossola (Valli Gesso, Lanzo, Ossola, Pellice, Susa, Tanaro e Biellese Orientale), in territori dove la popolazione straniera, se ben inserita, potrebbe rappresentare una risorsa particolarmente importante, contribuendo a frenare lo spopolamento delle Terre Alte e la riduzione della forza lavoro.

Altre buone pratiche sono inserite in Mediterranean City-to-City Migration, il progetto promosso dall’International Centre for Migration Policy Development (ICMPD) in partnership con il United Cities and Local Governments Network (UCLG), il United Nations Human Settlements Programme (UN-HABITAT) e l’Alto Commissariato per i rifugiati (UNHCR), che mira a contribuire a un miglioramento della governance dell’immigrazione a livello locale tramite l’istituzione di un network di città della riva sud e nord del Mediterraneo (Amman, Beirut, Lisbona, Lione, Madrid, Tangeri, Torino, Tunisi e Vienna). Il progetto è articolato in una ‘componente di ricerca’, orientata a fornire un quadro della situazione migratoria e delle relative politiche di integrazione nelle città interessate, una ‘componente di dialogo’ per lo scambio di esperienze e soluzioni di policy, e una “componente di intervento”, mirata a produrre un toolkit di opzioni di policy per la governance a livello locale e avviare progetti pilota (tutti i materiali prodotti sono disponibili al link). A Torino, partecipano al progetto come partner la Città metropolitana di Torino e FIERI.

Bibiana, Val Pellice (TO), gennaio 2017 - Un ragazzo del Ghana inserito nel percorso di accoglienza ed inserimento del Servizio Richiedenti Asilo e Rifugiati della Diaconia Valdese. Al momento segue un corso per diventare chef.

Si ringraziano i Comuni, le Cooperative, le Associazioni, i soggetti e gli operatori intervistati per la collaborazione dimostrata e per il fondamentale apporto dato alla realizzazione delle diverse azioni inserite in questo percorso.

22 buone pratiche
 di accoglienza di richiedenti protezione internazionale
e rifugiati sul territorio piemontese, dai territori montani alla città: scarica il documento

ALTRI DOCUMENTI SCARICABILI

Montanari per forza. Quali opportunità per i migranti forzati nelle montagne italiane? Quali opportunità per le montagne italiane nell’accoglienza dei migranti forzati?: scarica la sintesi della ricerca

L’accoglienza dei rifugiati nelle aree extraurbane: rischi e potenzialità per l’integrazione: scarica l’intervento di Irene Ponzo (FIERI)

Informazioni: comunicazione@torinoelealpi.it

Immagine: © ValeriaScrilatti/Contrasto, Bibiana (Valle Pellice, TO), Gennaio 2017 – Un ragazzo del Ghana inserito nel percorso di accoglienza ed inserimento del Servizio Richiedenti Asilo e Rifugiati della Diaconia Valdese. Al momento segue un corso per diventare chef.

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